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Elegia Ambrosiana: I

Scritto da Collettivo K.

Bozzetti Per Un Ritratto


Blues di quartiere

Il borgo ha occhi stanchi,
non piegano verso il cielo
dove sbandano i vicoli
e fertile è la varietà del vivere.

Tra i vasi pesanti,
le saracinesche e le ombre
febbrili, ogni cosa nasce in un’ora
e resta, perpetua e imprendibile,
dietro la crosta dei vetri appannati.



Spesso si dice che ogni città è un po’ madre. Forse c’è chi riesce a vedere oltre il confine della carne e della forma. Ci pare, la poesia numero 74 della silloge, uno degli esempi più toccanti:

Madre

Madre, io non ti ho vista invecchiare
prigioniera della tua rosea figura
sfuggita a un secolo di Elvis e grilli domestici,
lambrette e ruscelli potabili.
Era un mondo acerbo, guarito
dal tuo sorriso di lirica miss dialettale,
senza giunture incrinate da un tempo
colato nei solchi di rughe ospitali. Con te
accompagnerò il mio sogno d'eterno fanciullo
sinché mi verrà a mancare il respiro.
Allora saprai che hai donato,
e un giorno porterai via
la parte migliore di me.