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Spiritual for Soulmates

Scritto da Sofia Viglietti.

Musikultura è un punto di ritrovo per gli amanti della musica in tutte le sue rappresentazioni, forme e generi. Amatori, cultori, professionisti: chiunque è il benvenuto. La musica è un’espressione dell’estro che trasforma il silenzio in arte.
L’importanza di una cultura musicale risiede nella sua funzione comunicativa, capace di interagire e plasmare il contesto sociale in tutte le sue manifestazioni, siano esse popolari o più colte. Non ho detto di nicchia, perché nulla di artistico, di fatto, lo è.
Nessun prodotto artistico, di fatto, può essere considerato di nicchia, come esclusione di pubblico o a difesa e limitazione del sapere, e neppure di mercato, in quanto, se nato al di fuori di scopi economici, il successo equivale all'apprezzamento generale. Gli articoli, gli spunti inseriti, spazieranno nelle varie forme di musica occidentale, dando a tutti la possibilità di aggiungere commenti e informazioni per creare un dibattito critico e costruttivo.
Un percorso di crescita, un cammino da fare assieme, perché l’esperienza artistica protegge la sensibilità dell’individuo e ne arricchisce lo spirito. Anche secondo il grande pianista russo Rachmaninoff, la musica «è abbastanza per una vita, ma una vita non è abbastanza per la musica».

 

Comments

avatar Stef
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Una rubrica necessaria. Credo ne sarò assiduo frequentatore. Complimenti per l'iniziativa. Spero possa coinvolgere più voci e più musicisti. C'è bisogno di spazi per la musica vera, in mezzo a questo mare di suoni artefatti e plastificati.
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avatar Sofia Viglietti
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Avere fin dall'inizio questa partecipazione mi riempie di gioia: la finalità di questa rubrica è proprio quella di coinvolgere il maggior numero di persone con la passione per la musica, con commenti, riflessioni e discussioni. Questo spazio darà voce alla musica e a chi la ama!
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avatar Mauri
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Una che mi cita Rachmaninoff è da ovazione. Comunque sono d'accordo anch'io. Bella la visione della musica, con quella "esperienza artistica che protegge la sensibilità dell'individuo". Sarebbe sensato, come dice Stef, che i musicisti intervenissero.
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avatar Sofia Viglietti
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La ringrazio! Già dopo alcuni giorni noto grande interessamento e sono fiduciosa che in poco tempo si creerà il dialogo tanto ricercato e desiderato.
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avatar Alberto
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In quanto musicista, mi piacerebbe vedere trattate le tematiche inconsuete, non le solite storielle su come sono nati i generi e dove si sono sviluppati. Cioè, chiariamo, ci stanno, ma prendiamo ad esempio i luoghi della musica, i nomi, gli accessi. Se vado in giro per i locali, per le serate, oltre a finire in una lista interminabile, in questa lista interminabile ci sono immancabili le cover band di Ligabue, di Bon Jovi, dell'artista famoso e osannato a livello mondiale, sempre uguali. Non dico che siano il male, per carità, ci vogliono, è giusto che ci siano, dico però che per la promozione della musica sotto ogni suo aspetto sono deleterie le politiche del "porti tanta gente, grazie al nome del personaggio che omaggi nei tuoi show? Sei dei nostri", e salta davanti alla prevedibile fila di oscuri autori di "roba loro", musicisti che non omaggiano personaggi già famosi ma impiegano la loro perizia e la fantasia nell'atto di creare. A volte, devo dirlo, le cover band sono composte da bravi musicisti, ma altrettanto spesso no. E questo rende l'idea di come la mentalità sia ristretta al business. Quel gruppo mi garantisce buoni incassi? Promosso, avanti tutta. Quell'altro mi fa musica migliore ma porta venti gatti e belli spelacchiati? Naaah, lasciamo che si faccia le ossa. Quando avrà un pubblico, magari anche un nome, avrà spazio. Così, il musicista autore di se stesso rimane confinato al garage, al conservatorio, agli eventi d'etichetta a cui vanno certo persone acculturate, ma sempre in cerchie ristrette. Chi ne patisce è la Musica con la maiuscola. Non dico che i Bon Jovi oppure i Ligabue non lo siano, dico però che bisognerebbe dare lo stesso spazio a tutti. Invece col tempo la divisione tra commerciale e intellettuale si è andata amplificando, anche se la musica divisioni non ne dovrebbe avere!! Il pubblico si beve tutto in estasi e, quando c'è un tributo agli U2, agli Iron Maiden, fa la fila. Sono d'accordo, ottima cosa, anch'io sono andato a sentire il tributo a Vasco, ai Deep Purple, ma se fuori da quel cerchio non si esce, dopo un po' la corda si tende, si tira, si sfilaccia, si spezza. E non resta altro che la panoramica mesta di un orizzonte monotono, ripetitivo. Proprio alla maniera del mercato di massa. Facciamo qualcosa, nel nostro piccolo? Può servire questa rubrica?
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avatar Sofia Viglietti
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Sicuramente spero che la rubrica possa servire a creare un luogo di incontro e di scambio di opinioni, dove il numero di spettatori non stabilisce il prestigio e ogni realtà ottiene il merito che le spetta: le tematiche da trattare possono essere innumerevoli, personalmente cercherò di scegliere gli argomenti più interessanti e inusuali che riescano a smuovere la sensibilità e la mente del lettore. La voglia e l'intenzione ci sono, il giudizio spetta a voi!
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