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Scritto da Francesca Destefanis.

Le storie, di qualsiasi tipo siano, hanno tutte l’innata capacità di insegnarci qualcosa. Che lo facciano attraverso una morale, con avventure epiche o mediante nozioni, descrizioni, sono comunque vettori di conoscenza, specie in un’epoca percorsa dalla noia del sapere. A tantissimi le storie non interessano più: manca la voglia di fermarsi a leggere, capire, valutare, dedurre, un esercizio invece preziosissimo, l’unico capace di dare agli uomini la fiducia in un futuro migliore. L’educazione alla ricerca, e dunque alla cultura, ci rende ciò che siamo, ed ogni volta che incontriamo una resistenza ci dobbiamo preoccupare non di come scantonare, ma di cosa fare per abbatterla. E dietro a ogni nozione ci sono una serie di altre nozioni, racconti, aneddoti, curiosità, l’una tra e pieghe dell’altra, oppure dentro, come matrioske di cui vediamo il guscio ma non le parti più interne, cariche di sapori e profumi diversi, come spezie sulla pietanza quotidiana del vivere. Sono aromi che stimolano i sensi e nutrono la voglia di andare ancora più dentro, verso il cuore delle cose, animati dal desiderio di conoscere ciò che è nascosto dal baccano delle evidenze, dal caos di superficie.