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Marina Bellezza

Scritto da La Repubblica dei Lettori.

Dopo il mediocre esordio, Silvia Avallone ci riprova con un altro romanzo sui giovani. Marina è la bellona forte e fragile, risoluta e titubante, convinta solo della propria fuga. La tachipirina sociale che ci appioppa, vuota di originalità, gonfia la biblioteca dell’ovvio a partire dalla cover da fotoromanzo. E la bellezza del titolo è cognome e qualità della protagonista: quando si dice la fantasia! Un radical flop di presa sicura sui nipotini di Beautiful, con una sventagliata di stereotipi da mettere k.o. una truppa di Marines. Il ritorno al selvaggio, la politica, l’emigrazione intellettuale, la semplificazione dei rapporti tra genitori e figli coi primi che oh, snaturati, li mollano a soli 22 e 27 anni, dopo che i pargoli hanno fatto più danni delle termiti. Un manifesto buonista perfetto per il momento storico: tutte le colpe sono di chi è venuto prima. Glisso sull’arrivismo dei protagonisti, sul deserto morale che si tenta di spacciare per riscatto, perché una domanda mi turba: se un tempo le letture per la scuola media erano i vari Rodari e Calvino, questa fetecchia a chi è destinata? Voto: 3.