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La Ferocia

Scritto da La Repubblica Dei Lettori.

411 pagine di ambizione che cancella ogni rispetto, di speculazione e sfruttamento: Michele la iena e Clara, la sorellastra autolesionista, un luogo ameno ma devastato dagli intrecci di un palazzinaro con la politica e il baronato accademico. E poi cocaina, edonismo, cupezza, nessuna pietà. Neanche per il lettore, che ne viene fuori con l'intestino attorcigliato e la sensazione della sfida a tradurre espressioni tipo gli «avanzi che l’estate ripone in uno spazio oltremondano per evitare alla temperatura di salire troppo». Sensazione che prosegue sino alla fine, fra un «fastidio privo di abrasioni» che pulsava fra le rughe attorno agli occhi, e vertici come «dare all’amato ciò che non si ha e ritrovare nel nulla che si riceve il troppo che non sarà ricompensabile» spacciati per italiano, cestinabili in II elementare. Lagioia vorrebbe dire che la ferocia non è tanto figlia della crudeltà quanto del mondo, ma la patetica pretesa di scrivere un libro-mondo lo rivela un episodio da mondare, per mondarsi dell'immondo. Una scrittura che è contorsionismo enigmistico, come far entrare dieci wrestlers, un'ernia iatale e una gravidanza in una Smart al grido di «Guinness world record». Cialtronata. Voto: 3.