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Pelle

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Si direbbero dipinte per incontrarsi, certe alchimie. Ma la pelle è un fatto puramente casuale.

Si direbbero fatti per annullarsi, certi dolori: ma la realtà è che tutto ciò che conta, e resta stipata dentro, in profondità, come il tesoro più autentico, la merce di scambio più facile da contrattare. 
Io sono qui. Io sono fatta di questa sofferenza. Mi ha esposto così, un po’ ammaccata e sempre indenne, la porto addosso ancora, simulando una felicità che resta sospesa poi, nel suo cantuccio di isola felice, che non c’è, e non c’è mai, eppure torna come esempio lampante di una perfezione limpida, intatta, che deve essere stata intravista con tutta l’attendibilità necessaria in un mondo di fantasia molto più che dimostrabile. 
Ho imparato a fare del mio fuori un dentro macchiato di foglie in frantumi e spuma di mare. Ho imparato a convincerlo a sporgersi appena un po’, ad essere altro da me, e ancora un centimetro o due oltre la linea di confine di un corpo capitato lì per errore. Poi, per scelta, a rivestirmi.

Ho imparato a dire basta, per significare l’urgenza impellente di un arresto: le parole sono fatte per dichiarare l’intenzione del momento, sono fatte per non essere snaturate mai. Dico di sì per concedere, dico no con fermezza per allontanare ipotesi sgradite. Il gioco di specchi del significare altro da ciò che si dichiara non fa per me, non più.  
Ho imparato che una carezza è dono di un atto profondo di fiducia. Che l’autenticità è una preghiera, un dono, la risposta perfetta a una domanda che mai potrà essere all’altezza. 
Ho imparato che il piacere è gioco e non sempre è vuoto, anzi, quasi mai è condannabile. Resta fine a se stesso: il gusto della scoperta, dello scambio, del darsi e spogliarsi con la lentezza di chi non teme di restare appeso alle ossa e ad un riflesso sbagliato, confuso, appannato, ma raccolto, morbido, disciolto in un’accoglienza insperata, nella sorpresa più alta che si possa ricevere: l’incontro disinteressato, pulito e sempre innocente con la propria intimità.