Kultivar. Uno Spazio dentro lo Spazio

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Green Is The Bud

Scritto da La Redazione.

Questo è uno spazio tematico atipico, una monografia variabile d’autore. I suoi fiori sono di carta, e i frutti variegati: cultivar, appunto, con il dispetto di una consonante che ne accentua la bizzarria, che ne fa gustosi esperimenti in corso d’opera.
È un cantiere di idee e riflessioni tipiche di chi ha voglia di sapere per fame, non per costrizione, necessità, o esibizione. 
La fame è anarchica, porta inevitabilmente ad ascoltare il bisogno, a volerlo saziare quanto prima. ed è proprio la soddisfazione complessa del bisogno, bene inteso e assecondato, ad avere importanza cruciale: e la fame tornerà a pretendere il tributo. Ma intanto è il sollievo la chiave di tutto, l’equilibrio che non va a toccare gli eccessi, perché spesso di eccessi ci vive. 
È un esercizio d’innesto e potatura che non finisce mai di sfoltire, di rinnovare, di imparare ancora. Ed è un moto che non impone la corsa, ma tutte le soste possibili: un percorso denso di domande da prendere con pienezza di respiro. Da percorrere, da esplorare con la passione e la fiducia del germoglio.

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Il Fabbricante Di Sogni

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Il fabbricante di sogni lavora di scalpello e malinconia: ha un nome e nessuna voce a pronunciarlo. Ha un cognome che sotterra le vocali, soffia forte in un’ipotesi di incomprensibilità e ne alimenta l’eco.

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L'Inquieto Vivere

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Pensavo alle dipendenze. Ci sono parole che racchiudono un intero universo ed una breccia d’assoluto in più. Sono parole abusate, usurate, sono parole forti, tenute a bada nel modo più semplice che c’è: occorre ficcarle in uno schema piatto, rigido, di categoria.

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Pelle

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Si direbbero dipinte per incontrarsi, certe alchimie. Ma la pelle è un fatto puramente casuale.

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Dalle Terre Selvagge

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Con gli occhi appesi ad un ritratto in movimento, ad affacciarsi oltre casa su un pezzetto di mondo fuori dalla mia finestra, mi ritrovo a pensare ad un’idea di viaggio.

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Caduta In Un Tempo che Fugge

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

C’è un modo strano di pensare al tempo, che non tiene in considerazione alcuna lancetta d’orologio. È un tempo che ha una precisa risonanza dentro, un tempo che invecchia sbattendo contro le ossa. Torna a riscuotere così i suoi debiti: scricchiolando.

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Carillon

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Svegliarsi a un tratto e ascoltare la pioggia. Godere del contatto caldo di una coperta a coprire dal freddo, ricominciare a sognare.

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Io, Medusa

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

È un avanzare buio che non pretende luce a rischiarare, anzi. È una volontà di protesta, condita dal mio semplice restare qui, a lasciarmi invadere. Ho dalla mia parte tutto il rancore che serve, ho in dono dal mio stesso corpo tutta la forza che occorre per non doverlo più temere, questo mio vagare spinto dall’oltraggio.

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Il Passante

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Correva un anno imprecisato, in un luogo senza nome, caldo come un inferno di occasioni perdute, gelido come un'ombra che non sa di essere tale e si crede persino corpo, persino vita.

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La Musica a Morsi

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Ho uno stato d’animo che combacia perfettamente con una voce: quella di Bjork. E no, non è così alto, cristallino. Imprevedibile si, però.

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La Donna Di Carta

Scritto da Nicoletta Prestifilippo.

Ha quel modo strano di toccarmi, come fossero mani di donna le sue e non di uomo, nodose e affatto curate eppure a loro modo irresistibili.