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Fra Natura, Storia e Mail Art al Parco del Partenio

Scritto da Angela Caporaso.

E tu non crederesti mai
che di notte gli alberi
camminano
o diventano sogni.

È la voce di Alda Merini che traspira dalle righe di Tu Non Sai.
Chi di noi, anche se per una sola volta durante il corso della vita, non ha pensato agli alberi come a delle creature fantastiche e misteriose dotate di una vita segreta e indipendente? Alberi magari simili agli Ent di Tolkien, gli irreali esseri arborei capaci di parlare e di muoversi autonomamente, il cui compito era quello di sorvegliare le foreste. Già, perché gli alberi ci aiutano a sognare, e a stare meglio, anche fisicamente.
Abbracciare un albero infatti, così come consigliava la Hippy generation, aiuta a migliorare la nostra capacità di concentrazione e il nostro livello di attenzione, allontana la depressione e ci rende più disponibili verso gli altri. Insomma, immergersi in uno spazio verde è indispensabile sia per il nostro benessere psicofisico, quanto per far crescere i nostri sogni, e allora fortuna che la Campania non è solo la Terra dei fuochi: proprio tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli, infatti, si trova un’area protetta che tocca ventidue comuni, facilmente accessibile sia dai tracciati autostradali (Caserta-Salerno e Napoli-Bari), che dalla via Appia a nord e dalla statale 7 bis a sud; in alternativa dai tratti ferroviari (Benevento-Napoli e Avellino-Napoli). Ebbene quest’area è il Parco Regionale del Partenio, caratterizzato dalla dorsale dei Monti del Partenio, il cui territorio è contraddistinto in massima parte da boschi di castagno e faggio, con ampie aree destinate alle coltivazioni arboree e al pascolo.

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L'area è sottoposta quasi integralmente a vincolo idrogeologico, con numerose parti soggette, inoltre, a vincolo paesistico: insomma un’oasi verde immersa in un clima essenzialmente mite, ricco di flora e fauna, corsi d’acqua, cascatelle, e prodotti gastronomici locali quali ad esempio la castagna del prete, i vini doc, gustosi formaggi e salumi artigianali, ecc. La storia ci ricorda che qui si insediarono due dei rami dei Sanniti, il popolo italico del primo millennio: i Caudini e gli Hirpini. Per quanto riguarda la civiltà sannita, numerose sono le tracce rimaste circa la loro presenza, così come altrettanto numerose sono le testimonianze, ancora esistenti, del periodo della colonizzazione romana, come l'anfiteatro di Avella, edificato nel I sec. a.C e rapportabile per estensione a quello di Pompei.
Sempre a proposito dei Romani e Sanniti, è in questi territori che si consumò la celebre sconfitta dell’esercito di Roma ad opera dei Sanniti sotto il comando di Caio Ponzio, seguito alla vicenda delle Forche Caudine, episodio descritto da Tito Livio nel libro X degli Annali. Nel linguaggio comune, infatti, quando si vuole alludere ad una vittoria che comporta un'estrema umiliazione dei vinti, si usa l'espressione «Passare sotto le Forche Caudine», una frase che risale alla sconfitta dell’esercito romano ad opera dei soldati sanniti e che caratterizzò la seconda guerra sannitica, combattuta tra il 326 e il 304 a.C. quando la forza delle legioni romane fu umiliata dal passaggio sotto il
giogo
: passare cioè sotto delle travi incrociate, tra gli scherni e il sarcasmo dei vincitori.

Probabilmente risale proprio ad allora l’abitudine delle popolazioni di questi luoghi, di cui fa parte chi scrive, di combattere il “potere” usando soprattutto le armi dell’ironia, dello scherno e della canzonatura.

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Oltre all’Anfiteatro di Avella, una visita merita anche il Santuario di Montevergine (Mercogliano, AV) con il suo museo che accoglie alcuni dipinti i cui autori sono tra i maggiori esponenti del “Barocco Napoletano”, quali Luca Giordano, Mattia Preti, Pacecco De Rosa ed Andrea Vaccaro, e una mostra permanente di presepi provenienti da ogni parte del mondo (Argentina, Perù, Portogallo, Danimarca, Andalusia, Vietnam, Palestina, Giappone).
Ovviamente, parlando del Parco Regionale del Partenio, ne approfitto per dedicare anche poche righe alla mia installazione
Tra il Verde… mail art, realizzata il 27/7/2014 – con il patrocinio del CAI
di Caserta – con le opere di ottantanove artisti provenienti dall'Argentina, Brasile, Francia, Italia, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Russia, Spagna, Svizzera, Uruguay e USA, nei boschi di Cervinara.
La mail art è una forma artistica che trascende completamente il mercato dell’arte.
L'obiettivo dell’evento era quello di creare un inscindibile corrispondenza tra arte e natura, cultura e ambiente, un confronto insomma tra il bello e il sublime, avrebbe detto Kant, secondo cui: «Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne».