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Quando L'Oscurità Mette Le Ruote

Scritto da Amelia Impellizzeri.

La dimensione nella quale siamo inseriti, in un mondo originato dal caos primordiale, è dominata dalla Legge degli Opposti , senza la quale nulla avrebbe senso o potrebbe nascere: esiste il Bene come complementare del Male, la vita in contrapposizione alla morte, la luce in antitesi al buio. Gli opposti sono necessari l’uno all’altro e, in quest’ottica, sarebbe erroneo definire l’uno giusto e l’altro sbagliato, in quanto sono entrambi egualmente validi e inevitabili.
Esistono persone che vedono, non per una dote intrinseca, ma soltanto perché il caso (o destino, se si preferisce) ha concesso loro il meraviglioso dono di possedere occhi limpidi e sani, e altre che invece non vedono perché i loro occhi sono tragicamente spenti.
Riflettendo nell’ambito di queste due dimensioni opposte ma complementari, che simboleggiano, in un certo senso, la luce e il buio, oserei affermare che, nell’epoca attuale, spasmodicamente tesa verso ideali effimeri e ambizioni vuote di significato, coloro che vedono stiano facendo, in realtà, un pessimo uso della vista.

In questo momento storico così disperatamente carente di valori autentici dove, per fare un esempio eclatante, invecchiare con dignità e consapevolezza è diventato un crimine, la vuota bellezza esteriore si pone, purtroppo, come il modello culturale imperante e l’ideale fugace da inseguire disperatamente a ogni costo. I vedenti non vedono la bellezza interiore di una persona pur con il volto garbatamente inciso dagli anni, non vedono la terribile distruzione della natura soffocata dagli orribili mostri in cemento e acciaio, il mare ribollente di nero petrolio e di scorie, le sempre più numerose specie viventi in agonia, il clima folle, l’orrore di una pseudoscienza asservita alla sofferenza e alla morte invece che al rispetto, alla salute e alla vita di ogni creatura senziente. Unico, estremo baluardo contro questa società infelice, cinica, gelida, distruttiva, priva di valori e ideali e paurosamente asettica di sentimenti, è rimasta la scuola. La scuola salverà il mondo? Io penso che ne abbia la forza e, come me, lo pensano quelle persone che, pur prive della vista, vedono!


Ed ecco che, per volontà e determinazione di un uomo di grande levatura morale, un uomo solo apparentemente cieco e che, invece, sa vedere oltre la limitazione del proprio senso, Giuseppe Castronovo, presidente della Stamperia Regionale Braille di Catania, coadiuvato dall’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, è diventato realtà un progetto ambizioso e affascinante di estremo valore educativo: il Polo Tattile Itinerante, unico in Europa, volto all’integrazione degli studenti (e quindi dei bambini e adolescenti) vedenti e non, che potranno, in questo modo, interagire tra loro e comprendere di essere parte della medesima dimensione naturale e umana…
Nella sostanza il progetto, diretto da Pino Nobile, progettista della struttura mobile, ha concretizzato la creazione di un autobus specialissimo e unico nel suo genere, il quale viaggerà sulle strade dell’isola e dell’Italia diretto verso le più sperdute e isolate scuole dove si fermerà, come il frammento scintillante di un mondo magico uscito misteriosamente da una fiaba per incantare e, nel contempo, insegnare ai bambini – i futuri adulti di domani – il valore della cultura, dell’integrazione, della comprensione, dell’evoluzione interiore, dell’amicizia, dell’eguaglianza. Infatti il Polo Tattile Itinerante condensa, al suo interno, alcuni ambienti del Polo Tattile Multimediale di Catania, struttura all’avanguardia tra le più sofisticate e prestigiose d’Europa.

I bambini, a differenza degli adulti, guardano l’ambiente che li circonda in un modo istintivo e naturale che richiama una visione della realtà immersa nel fascino delle fiabe e dei sogni, scolpendo a fuoco, nell’inconscio profondo della loro mente estremamente recettiva, gli stimoli derivanti dai sensi e dagli ideali, di grande valenza etica e sociale, di cui questa meravigliosa struttura mobile si fa portatrice. Il pullman diventerà così, per loro, un simbolo e un insegnamento di vita. Si apriranno le sue porte rivelando, come una meravigliosa magia, lo show-room dal nome emblematico “Frammenti di luce” con un grande assortimento di giocattoli, libri tattili e supporti per l’autonomia dei non vedenti; il Museo Tattile, con le sue riproduzioni di antiche sculture che potranno essere viste a occhi chiusi, utilizzando soltanto la sensibilità dei polpastrelli che, ripercorrendone le sottili linee, ricostruiranno, nella mente dei bambini, la sagoma delle statue, parificando il vedente al non vedente.

Proseguendo lungo questo percorso educativo, culturale e anche esistenziale si schiuderà, ai giovanissimi studenti di scuole perdute e lontane, un’altra esperienza indimenticabile: il bar al buio dove, con un drastico capovolgimento di prospettiva, saranno i forti e sicuri compagni ciechi a guidare tra le tenebre i vedenti fragili e impauriti, incoraggiandoli e rasserenandoli, creando un reciproco legame di emozioni suggestive e profonde, che traccerà il loro viaggio nella vita: il Polo Tattile Itinerante, simbolo della luce e del buio, di dimensioni opposte ma complementari, che finalmente si fondono insieme!
Una bellissima vittoria di integrazione e autonomia, una vittoria esistenziale, una vittoria della scuola, dei valori autentici che sa ancora insegnare. Una vittoria degli adulti di domani1.




1 da Oftalmologia Sociale n.1 (2012)