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Hana Wa Sakuragi, Hito Wa Bushi (Fra i Fiori il Ciliegio, Fra gli Uomini il Guerriero)

Scritto da Elena Calafato.

C’è chi del culto ha fatto cultura, e viceversa. Inoltre, esistono culture tanto lontane dalla nostra da sembrare irreali, valori che hanno le sembianze di spettri di epoche arcane, brutali. Eppure, se solo smettessimo di vedere attraverso i nostri occhi...
Permettetemi un piccolo vezzo. Da che ho memoria, vado velleitariamente affermando che in nessun modo mi sento parte di questo mondo. Per essere più precisi, non mi sento parte dell'Occidente contemporaneo. Nella vostra vita, avrete sentito fare questa affermazione a molte persone, e non pretendo che qualcuno dia credito proprio a me, una voce identica a quella di tanti altri. Mi sento tuttavia di affermare con una certa sicurezza che questa rappresenta una delle costanti della mia vita, un sentimento che mi ha plasmato e indirizzato in tutte le scelte. In quest'ottica, nessuno si stupirà nel vedermi febbrilmente cercare un senso di appartenenza, un luogo e un tempo in cui identificarmi. Ebbene, in questa affannosa ricerca mi sono presto imbattuta in un universo di valori – apparentemente – contraddittori, di bellezza, violenza, arte e morte. Un mondo tanto potente quanto fragile, che ha lasciato un'eredità che pochi strenuamente ancora custodiscono.
Uno dei prodotti più affascinanti di questo mondo è l'opera di Yamamoto Tsunetomo, l'Hagakure (il titolo completo era Hagakure Kikigaki, “annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie”). Nel leggerla, ho trascritto alcuni principi che mi parevano degni di nota, o sui quali semplicemente sentivo la necessità di riflettere. Non è certo possibile riportare tutti quegli aforismi, e una selezione nella selezione è d'obbligo: forse, tuttavia, si può cogliere, in parte, lo spirito che animava il samurai, fosse esso al servizio di un padrone o “ronin”.
Sediamoci dunque all'ombra del ciliegio, e parliamo dei nobili guerrieri:

. Ho scoperto che la Via del Samurai consiste nella morte

Vivere oppure morire, è un dettaglio Occidentale. Bastano le parole di Skoll a spiegare questo terrificante e insieme meraviglioso concetto. Accettazione del destino, di una fatalità che incombe su tutti gli esseri umani, sul guerriero più di tutti. Bisognerebbe imparare questa accettazione e vivere con serenità.

. C'è una giustizia che travalica il principio di giustizia, c'è una razionalità che travalica la ragione

La giustizia perseguita consapevolmente è una forma di giustizia meno alta di quella assoluta. Bisognerebbe essere taoisti per comprendere questo principio. Io ancora non ci riesco.

. Il maestro Yagyù Munenori disse: «Non so come vincere gli altri, ma so come vincere me stesso.»

Temo che la psicologia e la filosofia abbiano dibattuto a lungo su questo argomento, Nietzsche con la sua volontà di potenza per primo. Posso solo sospendere il mio giudizio, di fronte alla profondità di un tale abisso.

. Quando si esamina il cuore attraverso il proprio cuore, si scopre che ogni giorno si manifestano innumerevoli difetti, infiniti aspetti negativi. Così, nessuno di noi può ritenersi buono

Ecco la meta del cammino spirituale: la scoperta della propria insopprimibile imperfezione. Con gioia dovremmo fare questa scoperta, e con altrettanta gioia dovremmo accettare ciò come un dato di fatto. Non è la via della perfezione la strada giusta da percorrere.

. Un acquazzone impartisce i suoi insegnamenti. Se la pioggia vi sorprende a metà strada, e camminate più in fretta per trovare un riparo, nel passare sotto alle grondaie o nei buchi scoperti vi bagnerete ugualmente. Se invece ammettete sin dall'inizio la possibilità di bagnarvi, non vi darete pena, pur bagnandovi lo stesso

Uno sguardo limpido e sereno, che valuta nel modo più obbiettivo possibile ciò che accade. Nessun male sarà poi così grande, nessuna gioia poi così incontenibile. Il giusto mezzo che predicavano i Romani, ciò che consente di trovare la pace per il proprio animo.

. Un'iscrizione murale del signor Naoshige recitava: «Prendi alla leggera le cose rilevanti.»

Ridimensionare. Anche i paradossi à la Wilde. Eppure non è solo così che si può affrontare la vita?

. Le calamità non sono mai come le si aspetta. Rattristarsene con congruo anticipo è da sciocchi

È davvero da sciocchi. Non dice forse la tradizione popolare: «Mai fasciarsi la testa prima di averla rotta?».
Del resto, attendere tragedie che potrebbero non arrivare, significa aggiungere sofferenza alla sofferenza. 
E potremmo andare avanti con gli aforismi, ancora e ancora. Il libro è appena a metà – se consideriamo la versione italiana, che comprende un esiguo numero di quelli contenuti negli undici volumi originali. Eppure questi pochi esempi bastano per accorgersi di come, nonostante i differenti approcci all’Io, la tradizione culturale occidentale e quella giapponese del primo Novecento non sono poi così distanti.
È bello accorgersi che, tutto sommato, posso sentirmi a casa anche qui.