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Sei Pezzi Facili

Scritto da Antonella Mecenero.

Le idee impiegano un certo tempo a farsi strada nella mente degli uomini.

Le teorie scientifiche non fanno eccezione. Lentamente, dagli scritti degli addetti ai lavori filtrano sino alle persone comuni, e pian piano, semplificate, diventano patrimonio comune.
C’è però almeno tutta una branca della scienza e del pensiero comune che fatica a fare questo balzo, tant’è che tendiamo a considerare ancora “nuove” idee che contano una novantina d’anni. Ormai sappiamo tutti cos’è il DNA, le frontiere dell’informatica sono più o meno note, ci orientiamo tra buchi neri e supernove, ma basta parlare di quanti e su molti visi compare un grande punto interrogativo.
Siamo stati messi alla prova da recenti articoli e scoperte, e se anche siamo abbastanza edotti in materia da sorridere all’idea che i neutrini possano aver bisogno di un tunnel, cosa sia effettivamente un neutrino o quale sia l’importanza di un bosone ancora ci sfugge.
Del resto, a meno di non aver intrapreso studi universitari specifici, quella che ci è stata insegnata a scuola è una fisica vecchia di secoli, più o meno ferma a Newton.

Tutto ciò che è stato studiato in fisica dopo il 1920 ha ancora un sapore vagamente esoterico e misterioso. Majorana, e chicche letterarie di Sciascia a parte, se il nome Schrodinger non è del tutto sconosciuto, lo si deve principalmente al fascino dell’esempio del gatto nella scatola da considerarsi nel contempo vivo e morto. Heisemberg e Born, invece, sono solo vaghi echi.
Com’è ovvio, nonostante la fisica descriva ciò di cui è fatta la materia, si può vivere benissimo continuando a immaginare gli atomi come dei sistemi solari in miniatura, così come è possibile farlo senza conoscere Dante o Baudelaire, o avere mai ascoltato Mozart. In Italia, poi, soffriamo di una particolare sindrome che ci porta a sottovalutare il valore culturale delle scienze teoriche – che si traduce nella cronica carenza di studenti iscritti alle materie scientifiche pure – e ad una radicale avversione alla matematica, che resta l’unica via d’accesso per comprendere appieno tali scienze.
Ciò premesso, va detto che la fisica dell’infinitamente piccolo manca di grandi divulgatori. Forse l’universo, con le sue galassie e i suoi misteri, è intrinsecamente più affascinante, tuttavia è innegabile che l’astrofisica goda della presenza di personaggi iconici dalla forte personalità e dotati del dono dell’eloquenza. Il risultato è che le teorie sul Big Bang, e i destini a cui vanno incontro le stelle al momento della loro morte, ci sono molto più familiari dell’esatta utilità di un acceleratore di particelle.

Dunque, conviene davvero recuperare e tenersi stretto uno dei pochi testi divulgativi di fisica teorica, Sei Pezzi Facili, di Richard P. Feynman (e, per i più coraggiosi, Sei pezzi meno facili). Si tratta di estratti di lezioni dedicate agli studenti del primo anno di Fisica del California Institute of Technology, che non contengono nulla di inaccessibile al semi-neofita, o a chi abbia solo un vago ricordo dei libri scolastici – come la sottoscritta.
Sono saggi intrisi di ciò che fa di un saggio un grande testo divulgativo: un amore viscerale per la propria materia, e il desiderio di far innamorare di essa gli altri. L’autore ci prende per mano e, dopo averci garbatamente rinfrescato la memoria sui rudimenti, con esempi semplici e illuminanti introduce alla fisica moderna. Ci risparmia le formule più complicate, ma lascia il piacere di arrivare a capire quelle più semplici. E cosa ben più preziosa, ci fa intuire quanto la Fisica sia imprescindibile per una visione più completa del mondo, e quali siano le sue implicazioni filosofiche.

Certo, la Fisica di Sei Pezzi Facili è probabilmente in gran parte superata, essendo un testo nato nel 1963. Ma considerato che la conoscenza comune media è ferma alle scoperte del Seicento, o nel migliore dei casi ai primi del secolo scorso, è un’apertura che giustifica le continue ristampe di cui l’opera è stata oggetto – ben tredici dal 2000 ad oggi!
Leggere Sei Pezzi Facili non ci spiega perché gli scienziati oggi si ostinino tanto a cercare il Bosone di Higgs, ma di certo ci mette in grado di capire un articolo che illustri cosa sia quest’ultimo.



Sei Pezzi Facili, di Richard P. Feynman
Ed. Adelphi