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Millennials on the Move

Scritto da Ginevra Miranda.

«Eppur si muove» diceva forse il famoso Galileo, dopo essere stato costretto a negare le sue teorie astronomiche.

In realtà, la frase gli fu attribuita, nel 1757, dallo scrittore Giuseppe Baretti, all’interno di una sua antologia. La Chiesa allora non si scagliò direttamente contro la scienza e le sue nuove intuizioni, condannò piuttosto la mossa scorretta di Galileo che, prima di pubblicare Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, era considerato un amico del Pontefice Urbano VIII. Fu percepita come un’opera di derisione della sacra persona del Papa, perciò una questione di umanità e di sfumature, non di assoluti e teorie.
Tuttavia, anche se non ci sono prove certe sull’autenticità della frase, considerando i risultati delle indagini sui social ed alcuni articoli riguardo la dubbia esistenza dei sogni che un giovane ha sul proprio futuro, verrebbe da gridarlo al mondo intero: eppure, qualcosa, si muove. 
Dopo avere scomodato Galileo e aver detto che si stava meglio quando si stava peggio, potremmo ipotizzare che nel 2018 esiste ancora chi dà voce alle proprie convinzioni, siano esse valide oppure no. Il mondo dei giovani è piuttosto ambiguo e i desideri sul futuro non sono più quelli di una volta, o almeno non solo. Certamente ci sono adolescenti che sognano di lavorare come dottori e insegnanti, che si iscrivono a facoltà come Medicina, Lettere, eccetera.

Oggi, però, non possiamo evitare di considerare anche altre figure professionali tipiche della web generation, alle quali molti adolescenti aspirano: blogger, rapper, influencer, youtuber, per citarne solo alcune.
Dietro alla nomenclatura vi sono tanti giovani che mettono in gioco il proprio talento nel girare video, nello sviluppo di contenuti tramite immagini e musica; sono ragazzi che ispirano altri ragazzi ad applicarsi nei più svariati campi: make-up, abbigliamento, musica, libri o videogiochi, comicità… elaborano, organizzano e gestiscono spesso senza il supporto di nessuno, diventando professionisti a tutto tondo, per poi servirsi di Instagram o altri social come vetrina. Così Youtube negli ultimi anni si è popolato sempre più di adolescenti aspiranti rapper o esperti di moda che timidamente sognano di ottenere sempre più commenti e visualizzazioni, perché sperano che fama e fatica possano tramutare la loro passione in un lavoro. Per alcuni sono sogni discutibili, e rischiosi, perché molto spesso non disciplinati, ma pur sempre libere utopie in una realtà del lavoro fatta di contratti a chiamata ed esperienze di stage. Un mondo che si vuole costruire da solo, che non accetta di dipendere dall’esterno ma di collaborare con l’esterno, secondo linguaggi e metodi propri.

Interessante è il caso di Sandra Sold, la fondatrice dell’ azienda cosmetica Mulac Cosmetics. Cindy (così la chiamano da sempre) adesso ha 24 anni, e ha iniziato a condividere video in cui dava consigli di trucco da quando aveva 16 anni. Oggi è grazie al successo di YouTube che si trova a dirigere la sua azienda di cosmetica, grazie alla quale ha aperto anche il temporary shop di Mulac, a Bologna. In un’intervista pubblicata nel 2014, anno in cui i video di Cindy cominciavano ad essere apprezzati anche all’estero, dichiara: «Io diffondo un'idea di trucco mia che può essere condivisa o meno dalle altre persone, ciò che più mi piace durante un video è sapere che sto realizzando dieci minuti di svago/relax per tutte le persone che mi seguono con affetto! Riprendendo il fattore critiche che mi ha caratterizzato in questi anni potrei anche consigliare a tutte di essere sempre voi stesse, ascoltare ma non prendere come legge ciò che le persone possono dirvi. Si vince solo perseverando ed essendo sempre sé stessi, è così nel trucco come nella vita!».

Forse è vero ciò che si afferma sui giovani, ossia che non pensano in grande e sono piuttosto cinici (“figurati se proprio io diventerò uno che conta!”), insomma privi di chissà quale aspettativa. È il caso di  Tommaso Fusari, 22 anni, scrittore che ha pubblicato con Mondadori il suo romanzo d’esordio. Pochi anni fa la sua parabola iniziò con la creazione della pagina facebook Tempi duri per i Romantici, che attualmente conta più di 35.000 seguaci. Scriveva opinioni, poesie, pensieri e parlava di tutto, perfino di come gli piaceva la carbonara. Mai avrebbe pensato di essere pubblicato da una grossa casa editrice, ma un giorno qualcuno si palesò.
«Frank è lo scrittore e editor che mi ha scoperto;» – dice Tommaso Fusari in un’intervista – «mi contattò un giorno su facebook mentre lavavo la macchina. Mi disse che aveva letto le cose che scrivevo sul social, e mi chiese se avessi mai pensato di scrivere un libro. Gli dissi che sì, ci avevo pensato, ma mai sul serio».
Eppur si muove, quindi, questo mondo di digital teen perennemente al computer, sempre con il telefono in mano. Cosa fanno? Comunicano. Del resto devono muoversi, svincolarsi da un mondo che spesso con i grandi rinuncia a discutere, ma allo stesso tempo muore dalla voglia di dimostrare quanto sa fare e quanto sa apprendere. Un mondo di ragazzi che preferiscono non pensare al chi-va-là del futuro, perché sanno che di certo c’è solo il presente, e a testa bassa creano il domani senza saperlo.

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