Stampa
PDF

Il Dio che Muore

Scritto da Daniela Montella.

Circa una settimana fa il Vesuvio ha cominciato a bruciare; piccole lingue di fuoco, fiamme piccole.

Nessuno è intervenuto, se non poche persone del posto, che non sono comunque riuscite a spegnere tutto, perché c’era più di un rogo. Poi le fiamme, complice il vento, hanno cominciato ad alzarsi e ad espandersi.
Ancora nessun intervento, e il fuoco ha iniziato a divorare tutto. Un canad-air e pochi addetti ai lavori, uniti ai volontari, hanno cercato di contrastarlo.
Oggi, ad otto giorni dal primo fuoco, chi abita alle pendici della montagna ha sentito passare un paio di elicotteri. Otto giorni di fumo che ha reso l’aria circostante irrespirabile, il tutto nell’indifferenza più totale dei media e delle istituzioni. Ne hanno parlato solo dopo oltre una settimana, quando il paesaggio si era fatto spettrale, e ancora i roghi masticano gli ultimi tizzoni riarsi. 
Ma non voglio parlare della fauna che governa ed amministra questa terra, né trovare il corrispettivo animale di tutte le sottocategorie umane che in queste ore hanno alimentato e diffuso lo scempio.

Voglio parlare di lui, del Vesuvio – lo Sterminator Venevo, come lo chiamava Giacomo Leopardi. La vera ferita viene da lì. Possiamo sopportare di tutto; i servizi poco lusinghieri dei telegiornali, l’inettitudine dei politici, l’ignoranza di chi lo evoca per lavarci col fuoco, gli insulti, le bugie storiche, i falsi miti, l’idolatria a Garibaldi e ai Mille, gli orrori del carcere di Fenestrelle, tutto, ma non il Vesuvio. Il Vesuvio è dio più di dio, San Gennaro e Maradona.
Era qui da prima della città, da prima dell’uomo. Le strade tortuose di certi paesini vesuviani, da Casamale a Ottaviano, seguono le scie della lava. Ha dato geometria a interi paesi. È la stella polare, il punto da seguire, il cuore del cuore. È simbolo di casa. Quando torni da un viaggio lo trovi lì, pronto ad accoglierti. È la prima cosa che cerchi quando sei in volo o per mare. E come nei tempi antichi si scrutava l’orizzonte per cercare terra, il napoletano cerca il Vesuvio per sapere di essere tornato a casa. È la bestia misericordiosa che non ci ammazza. È il gigante che potrebbe ucciderci ma preferisce riposare cullato dalle onde del golfo.

E ora? Ora non si vede. Ora è nascosto dal fumo e dalle sue cime piove cenere, e non sappiamo più dove guardare.
Perché lo hanno fatto? Non lo so. Succede ogni anno, ma le fiamme sono sempre state contenute, grazie anche alla Forestale che ora, come ben saprete, non esiste più. Lo fanno nella speranza di costruire ristoranti o attività commerciali, di edificare sulla zona. Per soldi, insomma. Un attentato – perché di attentato si tratta – organizzato da qualcuno che ha visto nella possibilità di costruire una “scatola di cemento” arredata con materiale dozzinale che faccia da sfondo a matrimoni fra gente che divorzierà in capo a sei mesi qualcosa di più bello dell’ambiente incontaminato di uno dei vulcani più famosi al mondo.
Hanno dato fuoco alla vegetazione nei punti dove erano sicuri che fosse più difficile intervenire, poi hanno guardato il fuoco salire. Me li immagino, lì al sicuro nelle loro case abusive, dorate e condonate, con l’aria condizionata al massimo, a chiedersi se e quanto riusciranno a guadagnarci. Incapaci di distinguere il bello dal brutto, il bene dal male, sordi a ogni richiamo della terra, capaci solo di fare del male e andarsi a confessare.
Ma di loro ho parlato anche troppo, e il Vesuvio brucia ancora. Il Parco Nazionale del Vesuvio è sparito per sempre. La biodiversità e l’unicità che ospitava non esistono più.

C’è qualcosa di inquietante nel simbolismo che sta dietro tutta questa storia: le bestie senza dio, la montagna sacra, il rogo, il sacrificio animale, il sangue che evapora. C’è qualcosa di inquietante nel silenzio della montagna che brucia.
Come se, nella sua calma vigile e dolorosa, annunciasse un disastro nel disastro, come un rito pagano di antica e nefasta memoria. Potrebbe succedere di tutto, o forse tutto è già successo.
Non lo so. Quello che so è che i rituali sono ciclici come la vita e la natura. Il Vesuvio muore, il dio muore, ma rinascerà come ha sempre fatto. So che starà bene. Che niente sarà più come prima – ma cosa lo è? 
So che quando saremo morti, quando saremo buoni solamente come cibo per vermi, questi diventeranno le farfalle che andranno a posarsi sulle ginestre del Vesuvio. Che tutto avrà nuova forma, con o senza di noi. So che Lui sopravvivrà.
Noi no. E se la memoria della nostra inadeguatezza e impotenza morirà con noi, se la natura avrà modo di spazzarci via risparmiandoci la vergogna della memoria, potremo solo ringraziare.

Comments

avatar Luca
+1
 
 
Quando saremo morti, spero non lo sia anche la Terra. Dubito che esseri capaci di assoggettare tutto a sé scompaiano prima di avere disintegrato tutto ciò che gli ha dato origine, cibo, vita. pagando col prezzo della morte. L'uomo parla di civiltà a tutto gas, ma non sa neppure cosa sia. Mi piange il cuore a vedere simili immagini, a leggere lo strazio delle parole e della memoria. Il Vesuvio resisterà.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Serena
0
 
 
Immenso dolore, senza altro da aggiungere.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Saverio
+1
 
 
io invece ne avrei tante così da aggiungere. cominciamo dai delinquenti che danno fuoco alla vegetazione a scopo di lucro. proseguiamo con i mascalzoni seduti sulle poltrone che contano, incompetenti assoluti, inetti col pedigree, buoni soltanto a chiacchierare davanti alle telecamere, poi ti accorpano i reparti e dicono 'va bè. domani mandiamo l'esercito'... prima fanno i danni con la scusa delle spending review (che adesso dicono che non andava bene... ma dai!?), quando i danni sono fatti aspettano di calcolarli in soldoni per chiedere la calamità, quindi via con gli appalti per la ricostruzione, per il rimboschimento (mai visto, per giunta), per questo e per quello. la prevenzione ZERO, la cultura della salvaguardia ZERO. scusatemi se lo dico, io per i responsabili avrei tolleranza ZERO.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Laura A.
+1
 
 
Io sono con Daniela Montella: il dio sopravvivrà. Noi ce ne andremo, sempre più piccoli e più meschini.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
E con buona ragione, direi.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Riccardo
+2
 
 
Una perdita incalcolabile. Quante volte ho attraversato le pinete del parco. E' vero che c'era monnezza scaricata in alcuni angoli ma la gran parte delle aree era un incanto. Perché tutto questo... perché?
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar mad max
0
 
 
non può essere che solo per soldi si brucia tutto ........... è assurdo.
nella roma antica per punire chi appiccava incendi c'era una pena terribile, chiamata la "tunica molesta". non dico che la si debba introdurre di nuovo, ma possibile che per migliaia di incendi in tutta italia non si individui mai nessuno?? oramai ci sono telecamere dovunque.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Mirko
0
 
 
Le tengono spente o le piazzano e non vanno.
Però prima cosa fanno? Fanno sparire le guardie forestali e si tengono i forestali. Andate a informarvi e capirete la differenza!!
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar cosimo caruso
+1
 
 
i forestali sono degli operai stagionali che se ne stanno seduti in un ufficio, invece le guardie forestali giravano, controllavano e sorvegliavano tutto il territorio. con tanta fatica okay, ma almeno c'erano.
però ragazzi, non chiamiamo piromani quelli che compiono questi atti. sono degli incendiari -il piromane è una persona con una patologia- e dei criminali. il vero vocabolo per questa gente è criminali.
lo stato fa la sua parte compra aerei da guerra costosissimi e inutili, quindi non ha le risorse per mantenere dei corpi di controllo e tutela dell'ambiente complimentoni.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Uno lo hanno individuato in queste ore e lo stanno interrogando... ma chissà se dirà qualcosa.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar cosimo caruso
+1
 
 
secondo me non diranno neanche il nome. se invece era un poverino che rubava due banane lasciate per terra dopo il mercato era già su tutti i giornali.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Sara
+1
 
 
Chi ha scritto questo pensiero ha una sensibilità acutissima e delicata. Se fossi un napoletano in questo momento starei piangendo come una fontana e nel frattempo sarei con gli occhi grandi come fanali a scrutare se vedo qualcuno che ancora accende gli sterpi o butta benzina sulle fiamme.

Quello che succede tutte le estati è inammissibile. Il fuoco che dovrebbe lavare tutti noi è quello del buonsenso.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Grazie, Sara. E da napoletana confermo... sto esattamente come staresti tu. Stiamo tutti così. Pensa che oggi hanno appiccato altri roghi in altre zone verdi...
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar egidio
+2
 
 
tutte le estati le zone più secche d'italia vanno in fumo come dei cerini. io dico, scusate se mi permetto: siamo scemi o lo facciamo apposta? abbiamo i boschi e le case a rischio e non facciamo niente? va bene che siamo pigri ma masochisti no, dai! solo che la gente comune non può stare alla finestra o a fare le ronde ogni giorno, deve anche andare a lavorare, accudire la casa, studiare, fare terapie e i soliti affari... quindi gli illuminati dei palazzi di roma cosa fanno? ta dah!, gli tolgono le guardie che pattugliavano la zone a forte pericolo incendi...
quando sento la tivù che dice ''un disastro che poteva essere evitato'' mi viene l'orticaria. CERTO CHE SI', MA NON POTEVA, D-O-V-E-V-A ESSERE EVITATO!! se al posto di buttare i soldi in grandi eventi senza senso in cui si trovano tutti i capoccioni attorno a un tavolo per decidere delle ''sorti del pianeta'' si usassero per finanziare dei corpi dediti alla protezione della natura e perciò anche dei cittadini, non saremmo in italia.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Mara
+1
 
 
Chi da fuoco a un vegetale è un assassino.
Un uomo si può ribellare, può scappare, una pianta no. E' un essere vivente. Al contrario del cervello di certi esseri.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Emilio
+1
 
 
Gent,ma Daniela Montella, il suo commento è la cosa più commovente che io abbia letto finora sulla tragedia che flagella la mia Campania, dalla quale sono lontano per lavoro. Il cuore però è laggiù, poco distante dall'imbuto del Vesuvio.
L'Italia è un paese che vive assediato dalle emergenze: emergenza incendi, emergenza siccità, emergenza criminalità, emergenza povertà, migranti, però queste emergenze non interessano i nostri abili statisti. Prevenzione, questa sconosciuta.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Perfettamente d'accordo. Siamo abbandonati a noi stessi, alla nostra impotenza, alla nostra terra martoriata. Grazie della vicinanza. Speriamo passi presto...
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar severino
0
 
 
non siamo tra impotenti, siamo tra persone che non vogliono che chi desidera fare qualcosa provi a farlo sul serio........ e non vogliono perché devono avere loro tutti i benefici finché ce ne saranno. poi sì che ci lasceranno in balìa di cosa verrà......... povertà, ladri, sconforto, paesi fantasma e............ una natura che avevamo tra le più belle d'europa tagliata o bruciata per fare spazio a costruzioni inutili.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Roberto Valli
0
 
 
Più che sperare si deve andare sotto i palazzi dei Comuni a dire le ragioni del bene comune. Finché speriamo, speriamo invano.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Snoopix
+1
 
 
Industrie, case, negozi, cascine: chi appicca il fuoco mette a repentaglio tante vite. Perché non si può mettere sullo stesso piano il reato di incendio a quello di tentata strage? Tentata perché il Codice non garantisce nulla per gli alberi (eppure è solo grazie a loro che sopravviviamo ancora a noi stessi) e pensa solo agli uomini. sarebbe ora che il Codice tutelasse un po' di più l'ecosistema e meno i furbetti con l'accendino facile. Quello che prende di più, di costoro, si fa un anno e mezzo al fresco, manga e dorme mantenuto dalla collettività. Va bene che non serve a tanto alzare le pene, però un minimo da deterrente, accidenti!..........
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar lara
+1
 
 
da un bel pezzo dico che i reati contro la flora andrebbero rubricati pari agli omicidi. facciamo tanto casino per delle pochezze e poi sterminiamo degli organismi viventi come niente fosse. il vero "niente" siamo noi.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Tony
+1
 
 
Chi scrive riesce a parlare di una tragedia in termini lirici. Una specie di magia. Io che non sono mai stato da quelle parti se non in cartolina o sulle foto viste su internet, rimpiango di non esserci mai andato prima. E dopo quello che è successo il rimpianto è enorme. Peccato ci sia chi azzera il potere della magia con un fiammifero in mano, non per questo però bisogna arrendersi... tutt'al più c'è da reagire più compatti e convinti contro l'inciviltà. Grazie all'autrice per il ritratto spaccacuore dei boschi del parco del Vesuvio e grazie alla rivista per non pubblicare mai niente al di sotto dell'eccellenza.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Grazie a te delle belle parole. Speriamo che un giorno tu possa salire sul Vesuvio in piena rinascita...
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar ciro
+1
 
 
quando le disgrazie capitano al sud, sembra che abbiano meno importanza. i mass media tutti concentrati sul libro di quello là che da quattro anni fa solo danni alla nazione e nessun allarme per una terra martoriata. x fortuna c'è chi si ricorda di noi. onore a chi ci sta aiutando dal 1° giorno anche coi secchi a mano. lo stato non si è visto, assente ingiustificato.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Giorgio
0
 
 
Ma lo Stato c'è, Ciro. Quando deve fare le sue cerimonie, quando deve coprire i tangentari, mettere le mani nelle tasche dei cittadini c'è eccome: è efficientissimo!!!! Quando deve restituire i soldi presi per fornire servizi fornendo quei servizi, bè, qualche svista gli scappa, vogliamo fargliene una colpa? Dai dai, che loro ci difendono, addirittura il PD fa le battaglie contro il reato di fascismo. Loro sono dalla nostra parte (sigh).
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Salvo poi venir tacciati di vittimismo quando ci lamentiamo... è un circolo vizioso.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Francesca
+1
 
 
Le ginestre del Vesuvio ci saranno di nuovo quando l'arroganza degli incivili sarà diventata cibo per vermi. Grazie all'autrice, e a Kultural.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Sono d'accordo. E grazie a te.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar giuliano
0
 
 
secondo me la rivista si fa un mucchio di nemici a pubblicare queste cose.
la 'fauna' politica potrebbe non gradire ....... ed è una fauna pericolosissima, lo sappiamo.
però è giusto pubblicare, denunciare.
l'arroganza non si ridurrà. forse però aumenterà la gente consapevole e questo sarebbe un ottimo traguardo.
buona fortuna agli amici di napoli e, la prossima volta, pensate meglio a chi votate. non si può continuare a dare il consenso a questi complici di tutte le mafie.

grazie a tutti.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Io non parlo di nessuno in particolare. Non punto il dito perché non conosco tutto, non sono onnisciente, e ci sono ben altre istituzioni che possono stabilire di chi siano le responsabilità al posto mio.
Se qualcuno non gradisce, è perché ha la coda di paglia e io, onestamente, non posso farci niente.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar silvia
+2
 
 
Ho seguito con trepidazione, come sempre in circostanze come questa. Con apprensione grande per chi abita lì. Ho un'amica carissima a Poggiomarino, non ho fatto che leggere i suoi aggiornamenti per essere costantemente informata. E intanto mi capitavano sotto gli occhi ulteriori notizie. Come quella per cui sarebbero stati utilizzati animali per meglio far propagare le fiamme (ho trovato, sui social, tanto smentite che conferme in tal senso, con tanto di foto annessa raffigurante gattini arsi vivi). Ora, che sia vero o meno, non oso immaginare quali e quanti animali siano morti negli incendi o rimasti senza casa. Perché il bosco è la casa di molte creature, ed è una casa vivente - altro che i mattoni e il cemento - una casa che respira e ci fa respirare. Ringrazio Kultural e Daniela per questo articolo necessario, e scritto con la sensibilità che si deve portare in queste circostanze. Aggiungo un abbraccio a lei, che ha assistito a tanto orrore.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Danilo
0
 
 
Quoto Silvia! Il bosco è la casa da cui tutti veniamo. Chi dà fuoco a una casa dà fuoco anche a chi la abita. E dà fuoco al futuro di tutti. Non voglio pensare agli animali arsi vivi, voglio continuare a crederla una fake news, come sembra sia, anche se oramai niente più degli uomini mi stupisce. Quando ci sveglieremo Uomini veri?
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Daniela Montella
0
 
 
Cara Silvia, ci sono specie protette intrappolate fra le fiamme che stanno quasi sicuramente affrontando l'estinzione. Non vorrei esagerare, ma se su pochi esemplari di una serie a rischio ne brucia la metà - e per come divampano le fiamme è già tanto se sono morti solo metà degli animali che vivevano nel Parco - la sopravvivenza diventa un'illusione. Che siano stati usati o meno dei gatti è irrilevante, perché sicuro fra quelli selvatici ne saranno morti a dozzine. Mi spaventa di più il fatto che certi utenti su facebook o twitter hanno cominciato ad interessarsi alla vicenda solo e unicamente in virtù dell'uso dei gatti, quando ci sono interi paesi da sgombrare, persone rimaste senza casa e una regione intera che non respira più a causa del fumo. Grazie a te
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Mattia
+1
 
 
In Svezia hanno inaugurato il museo del fallimento. Secondo me ci sono dentro le effigi dei nostri politicanti.
Quando ci decideremo a cacciarli via?
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar mauro cataldo
+2
 
 
quando? mai.
lo sai perché gli elicotteri si alzano in volo a singhiozzo? vai a leggere la ''legge madia'' poi mi dici.
maledetti banditi, la colpa è loro, il pesce puzza dalla testa, lo sanno che fa caldo, che la resina dei pini si incendia facilmente e che ci sono truppe di incendiari che sono pronte a entrare in azione, però fanno leggi demenziali, che contrastano al posto di giovare.
leggere questo articolo, per uno che ha vissuto e lavorato sei anni a napoli, con un occhio sempre puntato al ''dio'' vesuvio, mi ha messo una spina nel cuore ma mi ha anche toccato nel profondo. facciamo qualcosa, tutti insieme, per la nostra penisola, prima che i predoni che non mollano le poltrone ne facciano cenere.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Luciano A.
0
 
 
Mi sono informato dopo la tua affermazione ed ero sbigottito: una legge demenziale!!
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Emanuele
+1
 
 
Che disastro, gente. Tutti sanno cosa accade quando arrivano gli anticicloni, però prendere rimedi mai. Ho visto i boschi di Calabria bruciare, quelli della mia Sicilia, ne ho visti bruciare in Liguria e dappertutto la stessa trascuratezza. Se c'era una zona che non avrei MAI voluto vedere andare a fuoco era quella del Vesuvio. Non riesco a capacitarmi come chi ha il potere di prevenire sia immobile, colpevolmente immobile.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Porcelluzzi Chiara
+1
 
 
Un amore violentato, un dolore intimo che supera la riservatezza, un legame di appartenenza invidiabile, rendono giustizia ad un Dio che si rivelerà immortale.
Grazie!
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar antonio rossini
+1
 
 
come per la sanità, per la cultura e l'istruzione, come per tutto ciò che è risorsa pubblica: viene curato dove interessa a certi inqualificabili ''privati'' e abbandonato nella restante parte.
abbiamo un patrimonio gigantesco e che il mondo ci invidia ma ci adoperiamo per dissiparlo con le nostre mani.
è come avere davanti due piatti, uno avvelenato e uno gustoso e salutare e continuare a mangiucchiare il primo, perché nel secondo ci dobbiamo lasciar pascolare ''gli altri''.
lo vogliamo capire che ''gli altri'', quelli che legittimano le ingiustizie, siamo noi??
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Raffaele
+1
 
 
Mio dio, il "mio" Vesuvio. La nostra Italia in mano a una massa di incapaci.
Anche oggi pochi titoli, scarsa attenzione e tutti a parlare del ducetto fiorentino che ha perso tutte le elezioni e non si leva di torno. Perché devo veder soffrire un Paese che in prima pagina sul Corriere e sui giornaloni non mette un solo accenno alle urgenze v-e-r-e però non perde una sillaba del falsari di Stato?

Scusate lo sfogo. Mi inchino all'autrice dell'articolo, altro che le pappine riciclate che ho letto in giro.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar mazzocchi v.
0
 
 
bellissimo veramente!! stamattina ho visto un servizio in tv, non ricordo quale canale ma era un mediaset che parlava di vesuvio come divinità locale ........... poi ho letto questo e ho capito da chi venivano le parole. cmq è squallida la situazione e meno male che almeno qua c'è chi denuncia le cattive abitudini nazionali.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Soraya
0
 
 
Possibile che ho notato anch'io?
Però almeno adesso passano dei servizi, è qualcosa più del silenzio di prima.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
avatar Angela
+1
 
 
Ho sentito che parlavano di questo articolo e sono venuta a leggerlo. Ho il cuore ustionato dalle fiamme sui miei «giardini del cuore» che la mano di incoscienti seriali ha portato via. Ma se ci uniamo tutti quei posti torneranno, tra secoli, forse quando non ci sarà più l'uomo o quando l'uomo sarà diventato una civiltà vera, meravigliosi come li ho conosciuti.
Rimboschiamo, proteggiamo. Non diamoci per vinti.
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment
Annulla
Name *
Email (For verification & Replies)
URL
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment