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Fuori Stagione

Scritto da Alice Bottoni.

Il senso di inadeguatezza è proprio dell’essere umano; a essere individuale e unico è il modo di affrontarlo.

Ci si sente inadeguati davanti alla propria vita o a una difficoltà che sembra insormontabile, inadeguati a gestire delle responsabilità, ad avere ruoli nei quali si sta scomodi, inadeguati nella società, in un gruppo, nella famiglia o banalmente a una festa dove non si conosce nessuno. Tutti arrivano a trovarsi in questa situazione, almeno una volta nella vita, ma ciascuno reagisce ad essa in maniera diversa, in base al carattere, al contesto, alle conseguenze e ai sentimenti che sono messi in gioco. Non c’è un modo giusto o sbagliato in assoluto per (re)agire, ma bisogna essere consapevoli che ogni (re)azione ha delle ripercussioni – più o meno influenti – sulla propria vita.
Questa consapevolezza, acquisita a caro prezzo, è il tratto che accomuna i protagonisti – tra loro complementari, ma mai opposti – di “Fuori stagione” di Federico Fascetti, Las Vegas Edizioni.

Il romanzo è un puzzle che si compone dei rapporti tra i quattro personaggi principali; ogni capitolo, con una terza persona a volte immersiva a volte esterna, ci mostra uno di essi, facendo entrare il lettore nei meccanismi mentali e nei sentimenti del singolo individuo, oppure sposta l’attenzione su uno dei rapporti duali che si vengono a formare; le relazioni sono descritte in modo intimo e riservato, isolando una delle coppie: non vi è mai un terzo incomodo che partecipa in modo invasivo al rapporto duale, al reciproco scambio emotivo, se non nel finale, quando viene a ricomporsi la visione d’insieme. Sergio-Giorgia, Sergio-Ilaria, Ilaria-Giorgia, Ilaria-Gregorio, Gregorio-Giorgia, Gregorio-Sergio: a ogni coppia viene concesso spazio per presentarsi al lettore, per palesare le proprie difficoltà e incomprensioni, mentre la storia procede per salti avanti e indietro nel tempo, mettendo insieme e facendo combaciare i pezzi dei fallimenti e delle ricostruzioni.

La storia d’amore, la gravidanza inattesa, la separazione di Sergio e Ilaria, l’avvicinamento tra Ilaria e Gregorio e infine tra Sergio e la piccola Giorgia. È una questione di spazi, di corpi e anime che si allontano e si ritrovano, si smarriscono, ma possono ricominciare. La rete dei ruoli, delle azioni, dei sentimenti reciproci è formata da quattro caratteri e modi di pensare differenti, da quattro storie uniche costruite sul leitmotiv dell’inadeguatezza.
Sergio si sente inadeguato dal giorno in cui ha deciso di non agire, di non decidere se assumersi o meno la responsabilità di fare il padre; si avvicina troppo tardi a Giorgia, sua figlia, e il contatto con lei non è mai spontaneo e disinvolto. Sergio si rende conto di essere un semplice spettatore della vita di Giorgia, perché non sa prendere l’iniziativa, non si sporge mai oltre la linea delle certezze; la sua vita è fatta di condizionali che rimangono tali.
[…] i padri sono sempre tormentati sia dal rimpianto per lo scarso tempo che trascorrono con i propri figli, sia dalla pessima qualità di esso. Cinema, parchi giochi, circhi, centri commerciali, bar e ristoranti: luoghi asettici, impersonali, in cui è impossibile parlare senza attendere l’intervallo tra il primo e il secondo tempo o che il vicino di tavolo abbassi il tono della voce. Sergio per primo, quando incontrava Giorgia nei fine settimana o nei giorni in cui le esigenze sue, di Ilaria e di Gregorio collimavano, era schiavo di quelle mete, e la consapevolezza di non avere altro da offrire non lo faceva – non lo fa – sentire meno colpevole.

La storia di Sergio è l’immagine riflessa e sfocata «di un uomo che guarda se stesso con un braccio sollevato e dei sandali penzolanti», che sa di essere inadeguato, ma non reagisce, non fa nulla per uscire dall’indolenza.
Ilaria si sente inadeguata perché è giovane, innamorata, piena di vita e crede che non sia il momento giusto per diventare madre; ha paura, ma sceglie di non fuggire dalle sue responsabilità. Si sente inadeguata quando prova a iniziare una nuova vita con Gregorio, pur nella consapevolezza di non potergli offrire tutto ciò che vorrebbe; la fiducia che ha in lui non può essere totale, non da subito, non dopo la delusione che ha provato nell’essere lasciata sola da Sergio.
Giorgia si sente inadeguata, pur nell’ingenuità dei suoi undici anni, perché non sa a chi dare il suo amore: a Gregorio, che c’è sempre stato nella sua vita, ma che non è il suo padre biologico, o a Sergio, padre di sangue che non è mai stato presente?
Gregorio si sente inadeguato, perché non conosce l’Ilaria di prima, l’Ilaria della giovinezza, che non vedeva ancora tra i suoi progetti l’immagine di una bambina e il quadro di una famiglia; e si sente inadeguato perché Giorgia fa parte della donna che ama, ma è figlia di un altro uomo.

Fuori stagione e la storia di vite inaspettate, che accadono quasi per caso, e di chi trova i suoi piani messi a soqquadro da un destino cieco e da errori tutti umani. Ma da ogni errore nasce una nuova vita. «La vita è un brivido che vola via. “E cosa rimane? Il ricordo. No” pensa Sergio. “Rimane la nostalgia per ciò che non hai vissuto, per ciò che accadeva mentre tu stavi a guardare, attaccato al buco della serratura come uno spettatore indiscreto”».
Allora smetti di sbirciare dal buco della serratura; apri la porta e vivi.