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Quando l'Umano Incontra l'Artificiale

Scritto da Michelle Giordano.

Il futuro arriva sempre prima di quanto si pensi.

Nell’ormai lontano 1990 Robert Zemeckis immaginava il futuro, un futuro in cui macchine volanti, skateboard senza ruote e scarpe autoallaccianti caratterizzavano un mondo dominato dal progresso tecnologico. 
Forse se oggi avessi la possibilità di intervistare il celebre regista di Ritorno al Futuro Parte II, leggerei la delusione sul suo volto nel constatare che le sue aspettative non sono diventate realtà, o forse invece sarebbe d’accordo con me nel dire che la realtà sembra aver superato la sua fantasia. 
Viviamo infatti nell’epoca dei Big Data, un’era dominata dall’intelligenza artificiale, da algoritmi di autoapprendimento che sembrano più intelligenti di noi e plasmano quotidianamente la realtà in cui viviamo. 
Si tratta di un mondo difficile da capire, che mette a disagio e che ci obbliga a porci dei quesiti a cui difficilmente sappiamo dare una risposta con certezza. 

L’articolo Quando il Bestseller lo sceglie un Algoritmo di Alice Bottoni descrive perfettamente il senso di angoscia che provano alcune persone quando entra in gioco il tema dell’AI: si teme per la propria privacy, si teme per il proprio lavoro, ma soprattutto si teme per quell’unica cosa ci ha permesso di arrivare al punto in cui ci troviamo ora, la creatività. 
Che ne è della creatività quando un anche algoritmo diventa capace di scrivere un bestseller? 
Oggi voglio provare a rispondere a questa difficile domanda e, come fece Robert Zemeckis ai suoi tempi, anche io voglio provare a immaginare il futuro. 
Sono convinta che gli algoritmi di autoapprendimento non uccideranno la creatività, ma al contrario contribuiranno allo sviluppo di nuove forme di creatività e porteranno a una rivoluzione del concetto di arte che abbiamo oggi. Immagino un futuro nel quale i bestseller raggiungeranno il massimo livello di perfezione, saranno più appassionanti e riusciranno a soddisfare il gusto di ogni lettore in quanto saranno il frutto della creatività di due autori: un uomo e una macchina. 

La creatività umana non sparirà mai, ma guiderà quella delle macchine, ottenendo risultati stupefacenti.
Non dobbiamo immaginare uomini e macchine come entità diverse che si scontrano su un campo di battaglia, ma come afferma invece Marshall McLuhan: «Ogni invenzione o tecnologia è un’estensione o una autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti e nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo.»